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  • 21 marzo

    Aumentano le compravendite ma i prezzi non ripartono

    Dopo otto anni di crisi il mattone viaggia ancora a vista, con visibilità ridotta. Gli esperti del settore sono allineati nel definire il 2016 un anno di stabilità. Pochi ormai si spingono a ritenere il 2016 l'anno della svolta, dopo aver dovuto rivedere le stime negli anni passati per via dell'inasprirsi della crisi economica e immobiliare e spostare in avanti di anno in anno le lancette dell'orologio che avrebbe dovuto segnare la ripresa. Anche se ci sono più voci positive, o possibiliste, e poche ancora pessimiste, i pareri non si scostano da previsioni di
    compravendite in aumento nel 2016 tra il 6 e il 10% e quotazioni che sono viste ancora in calo, una discesa però che non dovrebbe superare il 2 per cento. Restiamo ben lontani dalle 869mila transazioni del 2006, anno record prima della crisi, visto che il 2015 potrebbe avere registrato compravendite a quota 446mila unità (proiettando sul quarto trimestre il trend dei primi nove mesi). Ma per fare previsioni più attendibili sarà determinante proprio l'ultimo quarter dell'anno, i cui dati l'agenzia delle Entrate renderà noti il 3 marzo prossimo.
    In questo scenario - è di pochi giorni fa il taglio da parte dell'Ocse delle stime di crescita del Pil in Italia nel 2016 all'1% dall'1,4% -, si sono innestate la crisi cinese e la volatilità delle Borse mondiali. A queste variabili deve comunque un ritorno di appeal il real estate che, come altre asset class tradizionalmente ritenute rifugi sicuri (si pensi al rally dell'oro nelle ultime due settimane), riscuote un interesse tra chi deve scegliere come impiegare i propri capitali. Chi decide di acquistare un immobile come prima casa può approfittare di tassi di interesse ai minimi storici (il fisso oggi è intorno al 2,7%), che rendono la rata del mutuo decisamente più sostenibile che in passato. Chi acquista per mettere a reddito deve porsi nelle condizioni per massimizzare il rendimento e ottenere un saldo positivo tra le spese (mutuo e cedolare secca) e i canoni di locazione percepiti.
    La ripresa del mercato immobiliare potrebbe passare anche da una politica fiscale sulla casa più attenta e definitiva. Il segmento della seconda abitazione rimane, infatti, nella morsa di imposte percepite come elevate dai potenziali acquirenti che preferiscono rinviare l'acquisto o guardare all'estero.

    Autore: (Paola Dezza, Il Sole 24ORE – Casa24, 22 febbraio 2016)
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